Le lame nere

Quando Xenom, Cernan e Aaron si sono ritrovati con questo “dono” del Carnach (Baatezu), non sapevano il loro reale potenziale, ma subito capirono che erano armi potenti.

C’era un però ovviamente, quelle spade erano senzienti, parlavano in continuazione nella testa dei loro nuovi brandito. Non fu facile all’inizio, ogni volta che le lame nere venivano sfoderate, era necessario un grosso sforzo di volontà per non rimanerne soggiogata. Con il tempo il gruppo però riuscita padroneggiarle e a percepirne l’enorme potenziale inespresso.

Di seguito la storia delle lame sorelle:

LE LAME NERE

NIHILITH questo era il nome della lama nera, fu la spada stessa a rivelarlo a Xenom, una notte quando si era appena concluso uno scontro violento con alcuni briganti che infestavano i boschi intorno a Cenere, i Signori della Torre erano intervenuti in prima persona, stanchi dell’inattività in cui erano caduti. Scesero in campo e in un paio di giorni scovarono e uccisero ogni membro della banda. Questa azione portò un certo favore da parte dei cittadini nei confronti del gruppo, in fondo sembrava che gli occupanti del Torrione Labbra Nere non fossero solo esseri votati al male e all’accumulo di ricchezze. Da allora tra molti cittadini di Cenere, si era diffusa la convinzione che la protezione dei neri signori avrebbe comunque portato qualcosa di buono.
La sera dell’ultimo scontro Xenom rimase solo nel bosco, aveva bisogno di riflettere, era uno di quei momenti in cui si fermava e meditava sulla sua vita. Quando gli capitava di essere assalito da dubbi ed indecisioni aveva bisogno di fermarsi lasciare che quelle sensazioni gli scorressero addosso senza opporsi perché sapeva che se lo avesse fatto ne sarebbe stato travolto trovandosi nell’immobilità più totale.
Perso nei suoi dubbi, impugnò quasi senza pensarci la sua lama nera, oramai la maneggiava con maestria, aveva combattuto molte battaglie con quella terribile arma, ne aveva scoperto gli incredibili poteri di cui era dotata, ma ancora non riusciva a padroneggiarli. Quella lama senziente poteva lanciare tre fulmini al giorno, ma questa sua qualità era solo la punta dell’iceberg, aveva altri incredibili qualità ma al momento non voleva palesarle. La lama quella sera decise di non opprimerlo con le sue solite richieste di sangue e violenza ma sembrava molto più propensa al dialogo. Quel dialogo si protrasse per quasi un ora, in quel frangente il mezzelfo scoprì che la sua lama era stata forgiata su un altro piano astrale, era frutto del lavoro di alcuni demoni in conflitto tra loro. Le tre lame infatti all’inizio non erano sorelle, ma anzi ognuna combatteva per una fazione, durante lo scontro finale, fu GHOOZU a sopraffare i suoi avversari, questi si impossessò di tutti i poteri e i tesori dei suoi avversari tra cui NIHILITH e le altre spade. Le tre lame furono riunite, ma ognuna manteneva la sua personalità, erano sicuramente accomunate dalla sete di guerra e sangue, ma ognuna possedeva una sua propria essenza. Il demone GHOOZU però non aveva calcolato che le tre lame facevano gola a molti demoni maggiori, alcuni dei quali ne rivendicavano la paternità.
Il demone era costantemente sfidato e attaccato e passava la sua esistenza a difendersi dagli altri demoni, riuscendo tuttavia a uscirne vincitore anche grazie all’uso delle tre lame. Egli infatti era in grado con le sue sei braccia di brandirle tutte insieme.
Ghoozu la squama nera, però commise l’ imperdonabile errore di restare affascinato dalle lusinghe delle tre lame, che con il tempo erano entrate in sintonia tra loro; queste avevano deciso di rivelare il proprio nome al demone, Nihilith l’avida, Haserghasth la violenta e Shinigarth l’arrogante.
Le tre lame erano diventate sorelle, ma forse lo erano sempre state, si tramanda nella storia dei demoni che esse misero i precedenti padroni in lotta tra loro e lo stesso avevano fatto con i loro predecessori. Ghoozu fu messo in guardia, sebbene molti fossero i demoni maggiori che si vantavano di aver creato quelle armi, nessuno in realtà conosceva il vero creatore.
Ghoozu si lanciò in un nuovo scontro, questa volta l’avversario era un’intera orda demoniaca, composta da demoni di ogni sorta e rango. Lo scontro durò mille anni, con un enorme spargimento di sangue; sul campo Ghoozu oramai stremato, era in difficoltà, fu allora che le sorelle gli rivelarono un ultimo grande potere, l’unione.
Ghoozu era vicino alla sconfitta, allettato dalla possibilità di vincere lo scontro unì la punta delle tre lame nere, pronunciando in sequenza i loro nomi e la relativa formula di invocazione. Da quel momento in poi, nessuno ha notizie su cosa sia accaduto realmente, non rimasero testimoni sul campo di battaglia solo le tre lame sorelle che attesero l’arrivo di un nuovo padrone.
Dopo molti anni si venne a sapere che da quell’epico scontro era sopravvissuto un demone maggiore NIMGAAR, un baatezu che si era sempre tenuto ai margini della lotta.
Nimgaar ritrovò le lame nere e le fece sue. Tuttavia il demone rinchiuse i poteri delle lame in loro stesse, limitandone la potenza. Costrinse inoltre le tre sorelle ad interagire ed a combattere tutte dalla stessa parte. Non riuscì a limitarne di molto la sete di sangue, ma con molti sforzi riuscì a domarle. Si dice che ancora oggi NIMGAAR sia in possesso delle lame nere, e che le stia utilizzando per il suo più grande scopo, attraversare il piano astrale ed entrare da dominatore nel mondo degli umani.